La guerra in Ucraina è il conflitto più sanguinoso in Europa dalla Seconda guerra mondiale. Ma dietro la retorica dei “valori” e della “libertà” si nasconde una domanda più scomoda: chi ci guadagna davvero?
Mentre i soldati muoiono al fronte e i civili vivono sotto le bombe, l’industria bellica vola. Non è un paradosso: è il capitalismo di guerra nella sua forma più pura.
🧨 Chi sta realmente traendo vantaggio dalla guerra in Ucraina?
La risposta è tanto evidente quanto inquietante:
👉 Le industrie belliche occidentali.
📈 Esplosione delle spese militari
Nel 2023, le spese militari mondiali hanno superato i 2.243 miliardi di dollari. L’Europa ha registrato l’aumento più rapido, con un +13% rispetto all’anno precedente【fonte: SIPRI – Stockholm International Peace Research Institute, aprile 2024】.
Gli Stati Uniti restano al primo posto con 877 miliardi di dollari, seguiti da Cina, Russia e… sorpresa: l’Ucraina, che con 44 miliardi di dollari ha scalato la classifica fino all’undicesimo posto nel mondo.
📌 Ma attenzione: l’Ucraina non ha prodotto internamente queste spese. Sono stati gli alleati occidentali — USA e UE in testa — a finanziarne buona parte. Solo gli Stati Uniti hanno fornito oltre 113 miliardi di dollari in aiuti militari e civili dal 2022【fonte: Council on Foreign Relations, marzo 2024】.
Solo nel 2023, gli Stati Uniti hanno stanziato oltre 75 miliardi di dollari in aiuti militari all’Ucraina, secondo il Coincil on Foreing Relations.
La Germania ha raddoppiato il proprio budget per la difesa, la Polonia ha superato il 4% del PIL e l’Italia—che piange miseria su scuola e sanità—ha approvato una crescita degli investimenti militari del 35%.
Questi fondi alimentano direttamente le casse dei giganti dell’industria bellica:
🧾 E i beneficiari?
I soliti nomi: Lockheed Martin, Raytheon, Rheinmetall, Leonardo, BAE Systems.
Le loro azioni salgono alle stelle, i bilanci prosperano. Ogni missile lanciato, ogni carro armato distrutto rappresenta una nuova commessa, un ulteriore profitto.
L’Ucraina è diventata il palcoscenico di una guerra per procura, dove le potenze occidentali testano e impiegano armamenti avanzati. Ogni aiuto militare inviato si traduce in ordini per le industrie belliche, mentre il paese continua a essere devastato.
🎯 Russia vs Ucraina: il dominio dell’artiglieria
Chi vince una guerra di logoramento? Chi può sparare di più.
Secondo The Economist (febbraio 2024), la Russia spara tra i 10.000 e i 15.000 proiettili d’artiglieria al giorno. L’Ucraina? Tra 2.000 e 3.000. Un rapporto di 5 a 1 che spiega l’avanzata lenta ma costante delle forze russe.
La Russia ha raddoppiato la produzione industriale bellica e riceve aiuti indiretti da Corea del Nord e Iran. L’Ucraina, invece, dipende da forniture NATO sempre più incerte.
L’UE aveva promesso 1 milione di proiettili entro marzo 2024. Ne ha consegnati meno della metà【fonte: European External Action Service】.
☢️ La Russia e l’atomica dimenticata
Tutti sembrano dimenticare che la Russia possiede l’arsenale nucleare più grande al mondo, con oltre 5.900 testate (di cui almeno 1.600 pronte all’uso immediato)【fonte: Federation of American Scientists】.
📌 Nessuno vuole dirlo, ma questa superiorità nucleare è un deterrente implicito. È anche il motivo per cui la NATO non è mai intervenuta direttamente sul campo.
Questa realtà viene raramente discussa nei media generalisti, ma rappresenta un limite strutturale all’azione occidentale.
L’Europa: spettatrice pagante
I Paesi europei non solo hanno appoggiato le sanzioni, ma hanno aumentato drasticamente il proprio budget militare. Eppure l’UE non ha una strategia autonoma.
Francia
Promette armi, ma l’opinione pubblica è sempre più contraria. La società è polarizzata, logorata da proteste e crisi interne.
Germania
Spinta a riarmarsi ma frenata dalla dipendenza economica dalla Cina. Il “riarmo tedesco” è lento, burocratico e impopolare.
Italia
Esegue ordini NATO. Zero visione. Zero strategia. Nessuna proposta di pace. La premier Meloni parla di difesa dei valori, ma firma forniture e tace sulle conseguenze. Altro che patria: qui si obbedisce in silenzio.
Una politica estera fotocopiata da Washington, senza spina dorsale e senza immaginazione.
🧨 Chi guadagna davvero?
Non i cittadini. Non i soldati. Non i profughi. A guadagnare sono:
- Le multinazionali degli armamenti (Lockheed Martin, Rheinmetall, Leonardo…)
- I fondi di investimento che lucrano sulle guerre.
- I politici di professione, che usano il conflitto per distogliere dai problemi interni.
Come sempre, muore chi non decide nulla. Guadagna chi non combatte, ma incassa.
🔚 Conclusione
Chi vince una guerra? Chi vende le armi. Chi resta vivo. Chi riscrive la narrazione.
Il resto — libertà, diritti, democrazia — è solo il copione per convincere la gente a morire per conto terzi.
I morti non hanno voce. I vincitori scrivono la storia. E la guerra continua.
📚 Fonti:
- SIPRI (2024) – Military Expenditure Database
- Il Sole 24 Ore – “Nucleare, quanti arsenali nel mondo?”
- Avvenire – “Guerre e armi: spesa record nel 2023”
- Finanza La Stampa – “Spese militari oltre i 2.400 miliardi di dollari”
- Wired Italia – “Quanti stati hanno la bomba atomica”

