Il futuro è una promessa.
I futuri, una sfida.

Il segreto è fingere

24 Febbraio 2022
Scritto da silvinad

Docente a contratto.
Analista libera.
Comunico ciò che il potere preferirebbe tacere. 

Quando la tecnocrazia cancella il pensiero e la politica tace 🤫🎭📖

“Mi hanno detto che sapere è un crimine. Ma se è così, allora che mi giustizino con una biblioteca.”

Nel 2521 la Terra è un simulacro di civiltà. Grigia, sintetica, iper-controllata. Dopo una guerra dimenticata, che nessuno osa più nominare, tutto è stato ricostruito per funzionare, non per vivere. La memoria è stata compressa, il pensiero anestetizzato. Il nome del nuovo potere globale è Synaptix — un’entità tecnocratica che promette benessere in cambio di obbedienza emotiva.

In questo scenario si muove Rael, il protagonista del racconto distopico Il segreto è fingere. Non un eroe, ma un Gliale. Un manutentore della rete sensoriale. Un ingranaggio silenzioso che comincia a scricchiolare. Basta un’anomalia—una scheggia di cielo vero, un libro dimenticato, un collega “disimparato”—per far collassare la sua fede nel sistema.

Come già accadeva in Zorgon-5 con Nexum, anche qui c’è una verità sepolta. Una traccia antica, una memoria collettiva che il potere ha cercato di cancellare. Non archiviare, ma cancellare, come fa ogni regime davvero efficace. Gli Zorgoniani avevano spazzato via gli Yithari. Qui, la Synaptix ha cancellato ogni forma di sapere critico.

L’università non è salva: è l’emblema del controllo

Il racconto colpisce al cuore del sapere istituzionalizzato. In Synaptix City, l’università è diventata uno spazio sterilizzato, una Multiversità che non esplora, ma conferma. Un sistema che non crea coscienza, ma produce consenso.

È qui che torna attuale la lezione di Vilfredo Pareto:

“La storia è un cimitero di aristocrazie.”

Il potere cambia forma, ma non natura. Non serve più reprimere con la forza. Basta controllare i contenuti. Selezionare ciò che si può dire. Chiudere i canali del dubbio.

Nel mondo di Rael, ogni devianza viene corretta dai Custodi del Comportamento. Un colpo di spugna sulla coscienza. Un reset neuro-cognitivo che trasforma il pensiero critico in un sorriso vuoto.

La tecnocrazia come nuova ideologia

Ciò che Il segreto è fingere mostra con lucidità disturbante è l’evoluzione del potere politico in potere tecnico. La politica non comanda: gestisce.
La democrazia è stata delegata all’efficienza. Le emozioni, al neuro-design. I sogni, a un algoritmo empatico tarato al 97,4%.

Non ci sono più nemici politici, ma malfunzionamenti.
Non ci sono più oppositori, ma glitch da “disimparare”.

Come scrive Michel Foucault:

“Dove c’è potere, c’è resistenza.”
Eppure, oggi la resistenza è più difficile da vedere.
Perché i nuovi regimi non opprimono: sedano.

2521 o domani?

Il racconto non parla solo del futuro. Parla del presente che stiamo costruendo. Dei QR code nei licei, delle app obbligatorie, del lavoro che si fa da remoto e si controlla da remoto.
Della tecnocrazia educativa, delle università che non liberano, ma schedano.

Rael non è altro che uno di noi che ha smesso di fingere. Che ha smesso di sorridere quando nessuno glielo chiede.

📖 Il libro

Il segreto è fingere è un racconto distopico ambientato sulla Terra, nel 2521.
La sua uscita è prevista a breve su Amazon.

💡 Se Nexum raccontava la verità proibita della conoscenza su Zorgon-5, Il segreto è fingere è la sua eco terrestre. Una denuncia silenziosa, ma devastante.
Una biblioteca sotto al letto, contro l’oblio programmato.