Un racconto distopico ispirato al mondo accademico. Un glitch nel cuore del sistema.
Zorgon-5: un mondo ordinato, sorvegliato, senza crepe apparenti.
Nel cuore di questa perfezione: la Multiversità.
Non un tempio del sapere, ma un meccanismo di legittimazione.
Qui la conoscenza non si esplora: si deve confermare.
Ogni tesi deve dimostrare che l’ordine funziona.
Ogni dubbio è un errore.
Ogni anomalia, una minaccia.
Xylon Eleven è un ricercatore temporaneo.
Non ha mai creduto fino in fondo a tutto.
Dentro di lui il dubbio è sempre stato un seme silenzioso.
Ma fino a quel momento, non era ancora pronto a rompere il patto del silenzio.
Finché, in un archivio che non dovrebbe esistere, trova Nexum.
L’inizio del glitch
Nexum è un’anomalia.
Una verità soppressa.
Un codice rimosso dalla memoria ufficiale.
Un nome vietato: Zed Zero.
E con Nexum, una traccia di un tempo precedente alla Multiversità.
Un’eco degli Yithari, una civiltà spazzata via dagli Zorgoniani.
Non i primi e nemmeno gli unici.
Solo i vincitori della riscrittura.
Da quel momento, Xylon smette di essere funzionale. Diventa instabile.
E il sistema zorgoniano risponde nel solo modo che conosce:
cancellando.
La Multiversità non insegna. Normalizza.
Nexum non è un racconto di fantascienza.
È una critica frontale al mondo accademico chiuso, verticistico, autoreferenziale.
- L’università non come luogo di libertà, ma di controllo.
- Il sapere ridotto a prova che tutto funziona.
- Ogni ricerca come simulazione. Mai come scoperta.
Il potere non si esercita gridando.
Si esercita decidendo cosa vale la pena ricordare.
E ciò che non serve, si cancella.
Anatheon, l’Architetto della Multiversità
Il nemico non è un tiranno.
È Anatheon: lucido, impeccabile, inappellabile.
Progetta, seleziona, struttura.
E quando il sistema devia, non interviene direttamente.
Corregge attraverso i Vigilix: osservatori silenziosi, presenti ovunque.
Non puniscono. Rettificano.
Zed Zero fu il primo a deviare.
Xylon è il prossimo.
Ma cosa succede se l’errore non è più isolabile?
Una distopia che tocca molto più di ciò che racconta
Zorgon-5 è solo l’inizio.
La Multiversità è solo uno dei dispositivi.
Ci sono echi, tracce, frammenti:
di ciò che era prima.
E forse di ciò che potrebbe tornare.
Nexum non chiude. Schiude.
Una crepa. Un’interferenza. Un glitch.
Un mondo che conosciamo troppo bene
Nexum parla di un futuro lontano, ma i suoi meccanismi sono fin troppo noti:
- bandi truccati,
- baronie intoccabili,
- ricerca asservita a metriche, finanziamenti e silenzi.
In apparenza tutto funziona.
Ma ciò che funziona troppo bene, spesso è già morto.
Una distopia accademica. Ma anche politica.
Nexum nasce da una domanda scomoda:
e se la verità fosse incompatibile con il sistema?
Zorgon-5 è solo una superficie.
Sotto, c’è la nostra realtà.
Una realtà che premia chi conferma, non chi cerca.
Che forma ruoli, non coscienze.
Che crea studiosi, non pensatori.
Un racconto per chi si è sentito un’anomalia
Nexum – La verità proibita non è solo un racconto.
È una lama narrativa.
Taglia dove fa male.
Nel conformismo. Nella paura. Nella solitudine.
Perché a volte basta un dubbio per attivare un cortocircuito.
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